Lo stambecco bianco
Un cucciolo di stambecco albino, proprio come quello cercato da uno dei protagonisti del film di Francesco Nuti "Tutta Colpa del Paradiso", ambientato in Valle, strano a dirsi, è comparso proprio qui sulle pendici del Monte Emilius e della Becca di Nona, a poca distanza dal vallone di Comboé. Che questo cucciolo bianco, sia un segno del destino? Indifeso e candido come la panna è comparso a pochi giorni dall'annuncio della volontà di riaprire la caccia allo stambecco da parte dei soliti noti, che ora si fanno portare in elicottero fin sulle pendici del Monte Emilius per correre a fotografarlo e dire che bisogna difenderlo e che la natura va salvaguardata.
Ma poco più in là si vuole costruire una strada rovinosa dal punto di vista ambientale, in barba a direttive europee che, di nuovo strano a dirsi, hanno classificato questa zona come area di particolare interesse per la fauna e la flora presente. Io credo proprio che SI', si tratti di un segno del destino, che sembra burlarsi di questi personaggi che un giorno pensano nero e il giorno dopo, di colpo, si ritrovano a dire l'esatto contrario e le loro parole diventano improvvisamente "candide" come lo stambecco albino. Scarsa memoria o stretto opportunismo?
Speriamo che la comparsa di Fiocco di Neve, possa illuminare i pensieri di questi personaggi e più ancora della gente comune che poco ha a che fare con uno sperduto vallone in mezzo alle montagne, ma che si intenerisce davanti alla vista di un indifeso cucciolo di stambecco "bianco". Speriamo che questo animale, insieme a tutti gli altri che finora sono rimasti al di fuori dalla vicende degli uomini perché per loro fortuna isolati in un ambiente incontaminato, possa continuare a vivere in pace senza essere disturbato da trattori, scavatori e ruspe di ogni genere.
Speriamo che "Fiocco di Neve" diventi un simbolo della lotta per la salvaguardia della natura, in ogni luogo e in ogni caso. Perchè dobbiamo riaprire la caccia allo stambecco? Se ne sentiva la necessità? E ce la mettiamo una clausola che dice: "purché lo stambecco non sia bianco-albino..." ???
[Ivan]
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Terza marcia a piedi a Comboé - Guarda le foto!
Dopo la fatica della camminata, raggiunto il vallone, ci si adagia sull’erba. Chi vuole partecipa alla Messa celebrata da don Perruquet.
Chi ha fame aspetta la polenta, con contorno di salsiccetta e spezzatino. Alcuni paioli stanno già fumando da un pezzo. Un banchetto viene improvvisato su un tavolato di legno: è possibile fare un’offerta, ritirare una maglietta… Lasciando vagare lo sguardo sui monti, verso le guglie della Becca di Nona, si può distinguere l’ombra nera del ponte tibetano.
Subito sopra l’alpeggio c’è un laghetto. Più a valle, altri specchi d’acqua, piccini, e il percorso del torrente Comboé, che scorre lungo il piano e si meandrizza, curvando in qua e in là con elegante disegno. Va giù, tranquillamente, verso il gradino glaciale che introduce alla valle. Per superare il dislivello, il Comboé non ha problemi: fa una bella cascata. Ma la strada, che proprio di laggiù dovrebbe salire, avrà bisogno di tornanti e muraglioni.
Dopo pranzo è prevista una puntata al sito dove dovrebbe sorgere il cantiere. Il tempo, però, finora molto bello, è guastato dal sopraggiungere di alcuni nuvoloni. Probabilmente pioverà. Così rimandiamo il sopralluogo alla prossima Marcia e ascoltiamo Francesco, in piedi su un grosso pietrone, che ci parla della strada.
È poi il turno di un geologo, che ci racconta il passato e il presente dei luoghi che ci circondano. Più tardi ci accompagnerà al colle finestra, sulla via del ritorno, per farci osservare il gradino glaciale dall’alto.
Comboé è una zona di confine: i monti che ci stanno davanti sono un pezzo d’Africa, quelli alle nostre spalle costituivano il fondale dell’antichissimo oceano piemontese. La zona è considerata molto importante per la geologia. Ci vengono indicate una grossa frana, tante piccole morene, alcuni massi erratici, la balza rocciosa sotto il rifugio Arbolle (di origine africana) e il gradino glaciale (un tempo oceano piemontese): entrambi hanno resistito all’erosione del ghiacciaio e quindi ora spiccano sul resto del vallone. Ci viene spiegato come la strada sarebbe pericolosa per l’equilibrio geologico della zona, perché incrocerebbe almeno due volte la frana della Becca di Nona.
E poi si ritorna a valle. Alla fine la pioggia non c’è stata. Io mi riprometto di tornare presto, magari in settimana. In attesa della prossima Marcia.
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III marcia per Comboé: altri 1000 euro raccolti per il ricorso al Tar
Cresce l’attenzione e l’indignazione per il progetto di strada nel vallone di Comboé. Lo testimoniano gli ulteriori 1000 euro raccolti per sostenere il ricorso al Tar di Legambiente e i duecento partecipanti alla III Marcia a piedi a Comboé che domenica mattina, nonostante le problematiche previsioni meteorologiche, hanno raggiunto i 2100 metri dell’alpeggio.
“Basta guardare, – ha detto la Presidente di Legambiente Valle d’Aosta Maria Pia Simonetti – per capire che il sentiero, bordato di anemoni, genziane e viole profumatissime, il silenzio del bosco, i panorami incantevoli dal Ruitor al Rosa passando per il Gran Combin e il Cervino sono il vero atout di questo sito e anche della sopravvivenza dell'alpeggio. Giunti al Plan Fenetre un geologo ha spiegato ai gitanti l’unicità del sito anche sul piano dell’interesse geologico (la Becca di Nona è, come il Cervino, “un pezzo d’Africa” rimasto attaccato al continente europeo). Dal colle è ben visibile la frana della Becca , così come anche alcune colate detritiche (debris-flow) che, percorrendo il versante e intersecando il tracciato della strada, costituiscono una delle maggiori controindicazioni alla costruzione della stessa, poiché possono attivarsi, in modo improvviso quanto devastante, in occasioni di forti temporali. Altri esperti hanno poi raccontato, lungo il percorso, la storia del vallone e delle zone attraversate dal sentiero.
Comboé, una delle ormai poche valli valdostane non segnata da strade o impianti di risalita, ha infine accolto i gitanti con una festosa polentata. Don Perruquet, che ha detto Messa in quella straordinaria chiesa all’aperto, ha dato a tutti appuntamento al prossimo anno. Sempre a piedi, naturalmente.
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Giovedì e sabato: banchetti informativi in città
Nei giorni scorsi ad Aosta sono stati allestiti alcuni banchetti informativi nelle vie del centro. Queste occasioni di incontro e d'informazione saranno ancora replicate giovedì 14 dalle 17 alle 19 in Place des Franchises (all'incrocio tra via Croce di Città e via Edouard Aubert) e sabato 16 dalle 10 alle 12, in via de Tiller.
Presso i banchetti è possibile prenotarsi per la Terza Marcia a piedi a Comboé (prevista per domenica prossima) e sottoscrivere il ricorso contro la strada.
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Grande festa di Comboé all'Espace
Scriviamo con il solito colpevole ritardo per illustrare il grande successo della serata tenutasi all'Espace poulaire giovedì scorso per promuovere la causa di Comboé. Sul palco (immaginario) del locale si sono alternati la chitarra di Riccardo Beltramo, lo ska rivisitato in chiave umplugged (ma che sto dicendo?!) di Skarlett, il ritmo trascinante di Iubalfolk, che ci hanno fatto fare le ore piccole. Ma quello che più ci ha confortati è stata la grande partecipazione dei presenti alla causa di Comboé. Durante la proiezione delle diapositive, mentre Paolo e Francesco spiegavano la situazione e i più recenti sviluppi, il pubblico ascoltava con un'attenzione che ci ha colpito e dato speranza per la buona riuscita della nostra battaglia. Molte sono state le sottoscrizioni raccolte durante la serata, come anche nei giorni successivi presso i banchetti informativi organizzati nel centro di Aosta, tanto che proprio oggi dovremmo aver raggiunto la cifra di 2.000 euro! L'inizio è promettente, dunque, ma ancora non basta: il percorso infatti è lungo...
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