I 32 ardimentosi
di Nicola
... E fu così che il giorno 22 Giugno 2008, dopo messa, pranzo e dolce riposo nel Vallone di Comboé, da 150 uomini e donne (più diversi cagnoni e cagnolini) presenti, si incamminarono ben 32 temerari per la grande marcia di rientro a piedi verso la città di Aosta. Già dopo alcune centinaia di metri se ne contarono solo una trentina: una coppia infatti sparì nel nulla a Ponteille. Poco prima di arrivare a Révérier Dessus, un buon gruppetto pensò bene di attendere passaggi automobilistici di conoscenti. Seguì uno smarrimento generale con tanto di terrificanti capitomboli di alcuni in dirupi erbosi (per la verità già diversi si erano ribaltati a livello del sentiero n. 14 dopo Ponteille, tra le ortiche). Dopo avere attraversato selve oscure, ritrovata la giusta via, un altro componente si è dileguato con la scusa che aveva fretta. Arrivati finalmente almeno a Charvensod, altri però non hanno saputo resistere alla tentazione satanica di motorizzarsi e percorrere su quattro ruote l'ultimo tratto verso la desiderata Plaine. Insomma, da 32 partiti con grande entusiasmo, ne sono sopravvissuti solo una decina, arrivati dopo quattro ore al piazzale della cabinovia di Aosta cotti dal sole. Tra l'altro a metà strada una certa vice-presidente di una nota associazione, dopo avere additato a tutti come ideatore della bella pensata del rientro a piedi il responsabile del WWF locale, in preda all'ira ha anche cercato di aggredirlo una volta giunti ad Aosta. Così si è conclusa la giornata degli ardti di Comboé ... E' stato veramente divertente, abbiamo fatto parecchie risate. Rimarrà una giornata con tanti bei ricordi. Grazie a tutti coloro che sono stati presenti, sia all'andata che al ritorno. Ora chiedo a Paolo e Ivan (di cui adesso non ho l'indirizzo) di inserire nel sito del Comboé almeno le foto dei superstiti arrivati ad Aosta con piedi propri ... Ciao, Nicola.
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IV Marcia a Comboé - Il resoconto (tardivo)
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Alla fine eravamo in 150, qualcuno in più rispetto alla ciaspolata, per dire sì a un modo nuovo di valorizzare il territorio nel rispetto degli equilibri naturali e per impedire il progetto di costruzione della strada poderale. Il tempo, tutto sommato, non è stato inclemente, anche se l’alternarsi continuo di nuvole e sereno ha favorito qualche scottatura. Anche quest’anno erano presenti le età più varie, dai bimbi di pochi mesi agli over 70, a dimostrazione della natura trasversale della lotta per la difesa di Comboé. È stato bello ritrovare il vallone vestito di verde dopo la neve dell’inverno e dopo la pioggia quasi continua dell’ultima strana primavera. Intimo, quasi segreto, venerdì sera, quando alcuni volenterosi hanno portato il necessario per il pranzo di domenica; aperto, conviviale, durante la IV Marcia.
Siamo partiti da Pila, attraverso il bosco, passando per l’alpeggio di Chamolé e il Colle Finestra e siamo scesi nella conca. Inizialmente marciavamo in fila indiana, quasi in processione, poi la colonna si è sfaldata in piccoli gruppi di persone prese a parlare fra loro del Comboé, del ricorso al Tar, del più e del meno, o a identificare i fiori nei prati. Il tempo della Messa, celebrata da don Silvio Perruquet, e poi il pranzo, a base di polenta, fontina e (con il profondo disappunto degli amici del WWF) spezzatino e salsiccia.
Il momento più intenso, comunque, è quello del dopopranzo, con il ritratto geologico del vallone (terra e pietre d’Africa la Becca di Nona, a est; il fondale dell’antico oceano ligure-piemontese a ovest, da questa parte del torrente) e la successiva discesa alla zona umida (tra i sostenitori della strada c’è chi dice che non esiste alcuna zona umida, ma siamo stati fortunati, perché una delegazione di zanzare si è subito incaricata di dimostraci il contrario). Trovo che questa parte del vallone, immediatamente a monte del gradino glaciale, sia un piccolo incanto: il torrente avanza disegnando dolci meandri nell’erba; ai prati si susseguono piccole colline, splendide inarcature del terreno. Fa male, o forse rabbia, pensare che la strada dovrebbe passare di qua.
Dopo un piccolo riepilogo della situazione (i lavori, come il navigante forse saprà, non sono ancora iniziati, mentre è avviato un ricorso al Tar) e qualche parola sull’ipotesi alternativa della monorotaia, i 30 più ardimentosi hanno proseguito la marcia fino ad Aosta, per portare simbolicamente nel capoluogo regionale le istanze della propria battaglia. Superando il gradino glaciale lungo il sentiero che si snoda tra gli alberi, davvero mi domando come vorrebbero far passare di qua una poderale. Osservo il torrente prodursi in splendide cascate e intanto, nella mente, immagino i tornanti…
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