I 32 ardimentosi

 di Nicola
 
 
Gli ... E fu così che il giorno 22 Giugno 2008, dopo messa, pranzo e dolce riposo nel Vallone di Comboé, da 150 uomini e donne (più diversi cagnoni e cagnolini) presenti, si incamminarono ben 32 temerari per la grande marcia di rientro a piedi verso la città di Aosta. Già dopo alcune centinaia di metri se ne contarono solo una trentina: una coppia infatti sparì nel nulla a Ponteille. Poco prima di arrivare a Révérier Dessus, un buon gruppetto pensò bene di attendere passaggi automobilistici di conoscenti. Seguì uno smarrimento generale con tanto di terrificanti capitomboli di alcuni in dirupi erbosi (per la verità già diversi si erano ribaltati a livello del sentiero n. 14 dopo Ponteille, tra le ortiche). Dopo avere attraversato selve oscure, ritrovata la giusta via, un altro componente si è dileguato con la scusa che aveva fretta. Arrivati finalmente almeno a Charvensod, altri però non hanno saputo resistere alla tentazione satanica di motorizzarsi e percorrere su quattro ruote l'ultimo tratto verso la desiderata Plaine. Insomma, da 32 partiti con grande entusiasmo, ne sono sopravvissuti solo una decina, arrivati dopo quattro ore al piazzale della cabinovia di Aosta cotti dal sole. Tra l'altro a metà strada una certa vice-presidente di una nota associazione, dopo avere additato a tutti come ideatore della bella pensata del rientro a piedi il responsabile del WWF locale, in preda all'ira ha anche cercato di aggredirlo una volta giunti ad Aosta. Così si è conclusa la giornata degli ardti di Comboé ... E' stato veramente divertente, abbiamo fatto parecchie risate. Rimarrà una giornata con tanti bei ricordi. Grazie a tutti coloro che sono stati presenti, sia all'andata che al ritorno. Ora chiedo a Paolo e Ivan (di cui adesso non ho l'indirizzo) di inserire nel sito del Comboé almeno le foto dei superstiti arrivati ad Aosta con piedi propri ... Ciao, Nicola.
 

Inviato da mariobadino (Generale) :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (0)
Questo articolo è stato letto 30 volte

IV Marcia a Comboé - Il resoconto (tardivo)

 Sei stat* alla Marcia? Invia il racconto della tua esperienza a amicicomboe@libero.it, oppure lascia un commento a questo post!
 
 
La partenza della IV MarciaAlla fine eravamo in 150, qualcuno in più rispetto alla ciaspolata, per dire sì a un modo nuovo di valorizzare il territorio nel rispetto degli equilibri naturali e per impedire il progetto di costruzione della strada poderale. Il tempo, tutto sommato, non è stato inclemente, anche se l’alternarsi continuo di nuvole e sereno ha favorito qualche scottatura. Anche quest’anno erano presenti le età più varie, dai bimbi di pochi mesi agli over 70, a dimostrazione della natura trasversale della lotta per la difesa di Comboé. È stato bello ritrovare il vallone vestito di verde dopo la neve dell’inverno e dopo la pioggia quasi continua dell’ultima strana primavera. Intimo, quasi segreto, venerdì sera, quando alcuni volenterosi hanno portato il necessario per il pranzo di domenica; aperto, conviviale, durante la IV Marcia.
 
 Siamo partiti da Pila, attraverso il bosco, passando per l’alpeggio di Chamolé e il Colle Finestra e siamo scesi nella conca. Inizialmente marciavamo in fila indiana, quasi in processione, poi la colonna si è sfaldata in piccoli gruppi di persone prese a parlare fra loro del Comboé, del ricorso al Tar, del più e del meno, o a identificare i fiori nei prati. Il tempo della Messa, celebrata da don Silvio Perruquet, e poi il pranzo, a base di polenta, fontina e (con il profondo disappunto degli amici del WWF) spezzatino e salsiccia.
 
 
Il momento più intenso, comunque, è quello del dopopranzo, con il ritratto geologico del vallone (terra e pietre d’Africa la Becca di Nona, a est; il fondale dell’antico oceano ligure-piemontese a ovest, da questa parte del torrente) e la successiva discesa alla zona umida (tra i sostenitori della strada c’è chi dice che non esiste alcuna zona umida, ma siamo stati fortunati, perché una delegazione di zanzare si è subito incaricata di dimostraci il contrario). Trovo che questa parte del vallone, immediatamente a monte del gradino glaciale, sia un piccolo incanto: il torrente avanza disegnando dolci meandri nell’erba; ai prati si susseguono piccole colline, splendide inarcature del terreno. Fa male, o forse rabbia, pensare che la strada dovrebbe passare di qua.
 
 Dopo un piccolo riepilogo della situazione (i lavori, come il navigante forse saprà, non sono ancora iniziati, mentre è avviato un ricorso al Tar) e qualche parola sull’ipotesi alternativa della monorotaia, i 30 più ardimentosi hanno proseguito la marcia fino ad Aosta, per portare simbolicamente nel capoluogo regionale le istanze della propria battaglia. Superando il gradino glaciale lungo il sentiero che si snoda tra gli alberi, davvero mi domando come vorrebbero far passare di qua una poderale. Osservo il torrente prodursi in splendide cascate e intanto, nella mente, immagino i tornanti…

Inviato da mariobadino (Generale) :: Commenti (1) :: Permalink :: Trackback (0)
Questo articolo è stato letto 72 volte

Elezioni regionali Valle d'Aosta 25 maggio/8 giugno 2008

 
La III Marcia a Piedi a Comboé
Come ognun sa, noi Amici del Vallone di Comboé siamo cittadini uniti da un obiettivo comune, la difesa di un angolo di montagna ancora incontaminato. Per questa ragione (lo ribadiamo) siamo assolutamente apartitici.
 
 Tuttavia, le elezioni regionali incipienti ci riguardano da vicino, perché (vedi mai) qualche relazione tra chi governa e i progetti che saranno portati avanti potrebbe pure esserci.
 
  E allora abbiamo deciso non di dare vere e proprie indicazioni di voto, ma di limitarci a segnalare chi ha detto cosa (fra i candidati dei vari partiti) riguardo a Comboé e in generale alle strade poderali che, a proposito, in Valle d’Aosta raggiungono i 2 mila
200 chilometri di lunghezza, più o meno come da Aosta a Istanbul, oppure a Lisbona, ma senza uscire dai confini della Valle, la regione più piccola d’Italia.
 
 L’ordine che seguiremo sarà imparziale, vale a dire quello in cui i partiti figurano sulla scheda elettorale. La lista dei nominativi non pretende di essere esaustiva, perché non siamo così pettegoli da sapere tutto di tutti.
 
 
 Buona lettura e votate con prudenza.
 
  (Continua)

Inviato da mariobadino (Generale) :: Commenti (2) :: Permalink :: Trackback (0)
Questo articolo è stato letto 416 volte

Gli Amici di Comboé su Carta (e un'iniziativa)

 Carta!Desideriamo ringraziare Chiara Sasso per il bell'articolo comparso sul settimanale Carta dello scorso 8 febbraio. Annoverandoci tra realtà che aderiscono al Patto di mutuo soccorso, Chiara ha parlato dell'andare a piedi come mezzo per «salvaguardare luoghi incantati per la loro bellezza». È certamente il caso di Comboé (e dei valloni dell'Alleigne, di San Grato e di tanti altri valloni, protetti, a volte, da leggi specifiche, altre volte trasformati dalla presenza non sempre rispettosa dell'uomo), «una delle ormai poche valli valdostane non segnate da strade o da impianti di risalita».
 
 Su Carta, Chiara ha ripercorso le tappe principali della nostra lotta, dalla raccolta firme, alle marce a Comboé, al ricorso amministrativo, ha ricordato l'importanza - naturalistica e geologica - del vallone di Comboé e l'esistenza di vie alternative per la valorizzazione dell'alpeggio comunale, quali l'ipotesi della monorotaia.
 
 Intanto, per non sprecare la presenza della neve, qualcuno fra noi sta pensando di organizzare una racchettata, con annesso servizio fotografico del vallone nella sua veste invernale. Speriamo di poter proporre quanto prima l'iniziativa sul blog e (in seguito) le foto.
 
 Per finire, una proposta: se conosci Comboé, se per te il vallone rappresenta qualcosa, raccontaci la tua esperienza. Scrivi un breve testo e invialo a amicicomboe@libero.it: lo pubblicheremo!

Inviato da mariobadino (Generale) :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (0)
Questo articolo è stato letto 115 volte

Flocon de Neige e la mostra all'espace

 La mostra all'espace populaire si è chiusa e finalmente i Valloni hanno fatto la loro prima uscita collettiva. Vogliamo replicare presto, spostando la mostra in altre zone della Valle d'Aosta (prossima tappa il vecchio borgo di Bard?). Intanto Flocon de Neige, lo stambecco albino, ha mosso le sue zampe bianche ed è sceso a valle. Della sua presenza si sono accorti i visitatori dell'edizione millesimo ottava della Fiera di Sant'Orso (Flocon de Neige è contento perché ha ricevuto più richieste di foto ricordo di quanti volantini abbia distribuito) e anche qualche media: consigliamo gli articoli comparsi sulla Stampa e su Aosta Sera, ma ricordiamo che la foto dello stambecco albino è uscita anche sulla Gazzetta Matin.

Inviato da mariobadino (Generale) :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (0)
Questo articolo è stato letto 123 volte

Gli Amici dei Valloni

  Una foto del vallone di san grato (Issime)Noi Amici di Comboé ci siamo accorti, passeggiando per le valli, di non essere i soli a voler difendere i nostri luoghi da strade e infrastrutture impattanti. Abbiamo scoperto che altre persone, come noi semplici cittadini, lottano contro lo stravolgimento degli antichi percorsi (Vallone dell'Alleigne, Champorcher) o la costruzione di altre strade, lo sfruttamento eccessivo delle acque (San Grato, Issime).
 Insieme abbiamo deciso di organizzare una mostra fotografica, forse il primo passo per una collaborazione più intensa. Perché la battaglia degli uni è la battaglia degli altri e insieme stiamo cercando modelli alternativi per valorizzare il territorio.
 Questo blog, nato dalla lotta per Comboé, si apre alle altre realtà: intendiamo ospitare i contributi dell'Alleigne e di San Grato, e tutte le persone interessate a dialogare con noi, a condividere la passione e il rispetto per la natura e per i luoghi del cuore.
 In questo blog puoi trovare diversi documenti, dalla rassegna stampa a osservazioni tecniche e perizie, dal testo del ricorso contro la strada del vallone di Comboé, alla sottoscrizione per le spese legali, con l'elenco (autorizzato) dei firmatari, al modulo per la petizione in favore del vallone di San Grato. E naturalmente tante foto! Il tutto è evidenziato nella colonna di destra del blog.
 Qui, infine, racconteremo le varie iniziative che i tre Valloni organizzeranno e daremo conto delle nostre battaglie.

Inviato da mariobadino (Generale) :: Commenti (1) :: Permalink :: Trackback (0)
Questo articolo è stato letto 206 volte

26 gennaio 2008 - Giornata sociale mondiale



 


 
 In occasione della Giornata sociale mondiale, indetta lo scorso gennaio a Nairobi dal World Social Forum, tutte le realtà sociali presenti nei territori sono invitate a organizzare momenti di socializzazione e d'incontro. In tutto il mondo saranno proposti concerti, esposizioni, conferenze che avranno come tema comune la difesa del territorio e la costruzione di un mondo migliore. Nell'ambito di questa iniziativa, gli Amici dei tre Valloni valdostani (Alleigne, Comboé e San Grato), che lottano per mantenerne l'integrità, hanno deciso di lavorare assieme per realizzare un'esposizione fotografica che illustri i tre ambienti e le minacce che incombono su di loro. Tutti gli Amici dei Valloni sono invitati a partecipare, proponendo foto, oggetti, idee e possibilmente le loro capacità tecniche, per preparare dei pannelli con le nostre storie. La mostra si terrà presso l'espace populaire di Aosta e durerà una settimana, nel corso della quale si pensa di organizzare altre iniziative comuni, come un incontro con proiezione di diapositive.

Inviato da mariobadino (Generale) :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (0)
Questo articolo è stato letto 140 volte

Lettera del WWF al Ministero dell'Ambiente

 Abbiamo pubblicato la risposta della Regione Valle d'Aosta al Ministero dell'Ambiente. Quella del comune no, visto che non c'è stata. Il WWF Piemonte-Valle d'Aosta, ritenendo la risposta insufficiente, ha nuovamente sollecitato il Ministero per un intervento, segnalando ancora una volta la mancanza di una Valutazione d'Incidenza (necessaria nelle Zone di Protezione Speciale). Ricordiamo come l'assenza di tale valutazione sia uno dei punti fondanti il ricorso di Legambiente Valle d'Aosta contro il progetto di realizzazione della strada. Ricorso per il quale sarà chiesta l'udienza al momento della consegna di tre perizie. Alcuni professionisti, infatti, sono stati incaricati per predisporre una relazione faunistica e una perizia geologica del Vallone di Comboé oltre a un progetto per la realizzazione di una monorotaia sulla sinistra orografica.

Inviato da mariobadino (Generale) :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (0)
Questo articolo è stato letto 139 volte

Interrogazione di Espace Charvensod al comune

 Un mese fa il Ministero dell’Ambiente scriveva all’amministrazione comunale di Charvensod per chiedere se la valutazione d’incidenza per i lavori della strada di Comboé fosse stata effettuata. Il comune non ha ritenuto di dover soddisfare tale richiesta, se è vero che a tutt’oggi non è stata presentata alcuna risposta. Il gruppo consigliare di minoranza, Espace Charvensod, ha pertanto presentato un’interrogazione per chiedere conto di tale omissione e nel contempo ha domandato per quale motivo non sia stata fatta la valutazione d’incidenza necessaria per le Zone a Protezione Speciale.
 Al Ministero dell'Ambiente ha invece risposto la Regione Valle d'Aosta. In quale maniera lo si può leggere cliccando qui sopra.

 Clicca qui per vedere la richiesta del Ministero.

 Clicca qui per vedere l'interrogazione presentata da Espace Charvensod.

Inviato da mariobadino (Generale) :: Commenti (2) :: Permalink :: Trackback (0)
Questo articolo è stato letto 164 volte

Sulle orme di San Grato: una camminata lungo una via fatta di bellezza

 Generazioni s'incontrano a San GratoL’iniziativa di domenica si è conclusa con un gran successo di pubblico, grazie alla partecipazione di oltre 100 persone desiderose di difendere il territorio del Vallone di San Grato, un luogo stupendo che per le sue specificità paesistiche, storiche e morfologiche rappresenta un bene culturale unico, frutto dell’antica colonizzazione walser. Un patrimonio che, come nel caso di Comboé, è minacciato dalla costruzione di una strada.

 "Il paesaggio che abbiamo incontrato nel vallone è il risultato di una antichissima e felice convivenza tra attività umane e ambiente naturale, un patrimonio culturale straordinario della comunità walser, vanto per tutto il territorio valdostano”, ha sottolineato Maria Pia Simonetti, presidente del Circolo valdostano di Legambiente e partecipante all'iniziativa.

 La preoccupazione è che i lavori previsti e l’uso di mezzi meccanici pesanti danneggino in modo irrimediabile l’integrità del territorio, gli antichi tracciati, i cumuli di pietra, la flora, le zone umide e i tratti di bosco più caratteristici e tutto ciò che è testimonianza fisica e materiale della colonizzazione walser.

 L’importanza e la complessità del progetto previsto pongono problemi enormi; gli Amici del Vallone di San Grato auspicano che si possa oltrepassare la dimensione ristretta degli ambiti decisionali locali per creare uno spazio di discussione comune e cercare soluzioni alternative e risposte rispettose dell’ambiente.
 Noi Amici del Vallone di Comboé ci uniamo volentieri a questa battaglia, come anche a quella di chi si è mobilitato per salvaguardare la valle dell'Alleigne (Champorcher), tutte vicende sulle quali torneremo presto. Per ora invitiamo tutti a scaricare e far firmare il modulo per la petizione che gli amici di San Grato hanno indirizzato al Presidente della Regione e al sindaco di Issime. Più avanti indicheremo le modalità di consegna; intanto vi chiediamo di scriverci un commento non appena avrete completato la vostra "raccolta".
 
 


 

Inviato da mariobadino (Generale) :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (0)
Questo articolo è stato letto 213 volte

Wwf, appello al ministro contro la strada di Comboé

ll Wwf Piemonte e Valle d’Aosta ha inviato una lettera al ministero dell’Ambiente per segnalare «le criticità del progetto di costruzione di una strada carrabile nel vallone di Comboé (comune di Charvensod), ricadente all’interno di una Zona di protezione speciale». L’associazione ambientalista chiede al ministero «un autorevole intervento, richiamando le amministrazioni locali a una revisione di tutta la procedura, con particolare attenzione alle peculiarità della diversità biologica di interesse comunitario». Vedi documento.

CHARVENSOD, AOSTA - 31 Luglio 2007 La Stampa

Inviato da mariobadino (Generale) :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (0)
Questo articolo è stato letto 203 volte

Un esempio di opera eco-compatibile

Foto di monorotaia a Pont Boset La monorotaia del vallone di Boset, nell'omonimo comune di Pont Boset, che dal vecchio abitato di  Delivré sale sino all'alpe La manda, percorrendo una via parallela alla vecchia mulattiera, ci pare essere un'opera al servizio dell'agricoltura ben integrata nel paesaggio naturale. Opera, che come si può vedere dalle foto, è poco invasiva, in quanto non sono necessari né sbancamenti, né opere di contenimento, non causa problemi di assetto idrogeologico, preserva la vecchia via di accesso all'alpe e non reca danno alla flora e alla fauna. La sua installazione avviene senza necessità di accessi collaterali, senza l'utilizzo di mezzi escavatori e senza produrre inquinamento sonoro dovuto allo sparo delle mine.
 Inoltre, se l'opera dovesse rimanere inutilizzata per motivi sociali o economici, la rimozione sarebbe possibile a costo minimo e senza lasciare tracce.


 (Ivan)

Inviato da mariobadino (Generale) :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (0)
Questo articolo è stato letto 226 volte

Lo stambecco bianco

 Fiocco di neveUn cucciolo di stambecco albino, proprio come quello cercato da uno dei protagonisti del film di Francesco Nuti "Tutta Colpa del Paradiso", ambientato in Valle, strano a dirsi, è comparso proprio qui sulle pendici del Monte Emilius e della Becca di Nona, a poca distanza dal vallone di Comboé. Che questo cucciolo bianco, sia un segno del destino? Indifeso e candido come la panna è comparso a pochi giorni dall'annuncio della volontà di riaprire la caccia allo stambecco da parte dei soliti noti, che ora si fanno portare in elicottero fin sulle pendici del Monte Emilius per correre a fotografarlo e dire che  bisogna difenderlo e che la natura va salvaguardata.
 Ma poco più in là si vuole costruire una strada rovinosa dal punto di vista ambientale, in barba a direttive europee che, di nuovo strano a dirsi, hanno classificato questa zona come area di particolare interesse per la fauna e la flora presente. Io credo proprio che SI', si tratti di un segno del destino, che sembra burlarsi di questi personaggi che un giorno pensano nero e il giorno dopo, di colpo, si ritrovano a dire l'esatto contrario e le loro parole diventano improvvisamente "candide" come lo stambecco albino. Scarsa memoria o stretto opportunismo?
 Speriamo che la comparsa di
Fiocco di Neve, possa illuminare i pensieri di questi personaggi e più ancora della gente comune che poco ha a che fare con uno sperduto vallone in mezzo alle montagne, ma che si intenerisce davanti alla vista di un indifeso cucciolo di stambecco "bianco". Speriamo che questo animale, insieme a tutti gli altri che finora sono rimasti al di fuori dalla vicende degli uomini perché per loro fortuna isolati in un ambiente incontaminato, possa continuare a vivere in pace senza essere disturbato da trattori, scavatori e ruspe di ogni genere.
 Speriamo che "Fiocco di Neve" diventi un simbolo della lotta per la salvaguardia della natura, in ogni luogo e in ogni caso. Perchè dobbiamo riaprire la caccia allo stambecco? Se ne sentiva la necessità? E ce la mettiamo una clausola che dice: "purché lo stambecco non sia bianco-albino..." ???

 [Ivan] 

Inviato da mariobadino (Generale) :: Commenti (1) :: Permalink :: Trackback (0)
Questo articolo è stato letto 425 volte

Terza marcia a piedi a Comboé - Guarda le foto!

 Un passo dopo l’altro, lungo la salita. La fila s’inoltra dentro il bosco: la sensazione è strana. È una manifestazione? Sembra di sì: lo dicono le magliette “Sì a Comboé – No alla strada”, lo dicono i cappelli gialli con visiera di Legambiente, che ci sono stati distribuiti alla partenza. Ma sembra un po’ una gita, forse una processione. Il passo è lento, le facce contente. È facile scambiare quattro chiacchiere: c’è voglia di comunità. Gli amici del vallone sono presenti in duecento: si tratta di uomini e donne diversi per età, per professione… La prima foto di questo articolo, non a caso, è dedicata a una bambina ancora troppo piccola per aver fatto la strada con le sue gambe. La seconda, invece, ritrae alcuni fra i musicisti che hanno suonato per Comboé all’Espace populaire (tre IubalFolk + Riccardo Beltramo), col vallone sullo sfondo. Ma la compagnia è numerosa.
 
Dopo la fatica della camminata, raggiunto il vallone, ci si adagia sull’erba. Chi vuole partecipa alla Messa celebrata da don Perruquet.
 Chi ha fame aspetta la polenta, con contorno di salsiccetta e spezzatino. Alcuni paioli stanno già fumando da un pezzo. Un banchetto viene improvvisato su un tavolato di legno: è possibile fare un’offerta, ritirare una maglietta… Lasciando vagare lo sguardo sui monti, verso le guglie della Becca di Nona, si può distinguere l’ombra nera del ponte tibetano.
 
Subito sopra l’alpeggio c’è un laghetto. Più a valle, altri specchi d’acqua, piccini, e il percorso del torrente Comboé, che scorre lungo il piano e si meandrizza, curvando in qua e in là con elegante disegno. Va giù, tranquillamente, verso il gradino glaciale che introduce alla valle. Per superare il dislivello, il Comboé non ha problemi: fa una bella cascata. Ma la strada, che proprio di laggiù dovrebbe salire, avrà bisogno di tornanti e muraglioni.
 
Dopo pranzo è prevista una puntata al sito dove dovrebbe sorgere il cantiere. Il tempo, però, finora molto bello, è guastato dal sopraggiungere di alcuni nuvoloni. Probabilmente pioverà. Così rimandiamo il sopralluogo alla prossima Marcia e ascoltiamo Francesco, in piedi su un grosso pietrone, che ci parla della strada.
 È poi il turno di un geologo, che ci racconta il passato e il presente dei luoghi che ci circondano. Più tardi ci accompagnerà al colle finestra, sulla via del ritorno, per farci osservare il gradino glaciale dall’alto.
 
Comboé è una zona di confine: i monti che ci stanno davanti sono un pezzo d’Africa, quelli alle nostre spalle costituivano il fondale dell’antichissimo oceano piemontese. La zona è considerata molto importante per la geologia. Ci vengono indicate una grossa frana, tante piccole morene, alcuni massi erratici, la balza rocciosa sotto il rifugio Arbolle (di origine africana) e il gradino glaciale (un tempo oceano piemontese): entrambi hanno resistito all’erosione del ghiacciaio e quindi ora spiccano sul resto del vallone. Ci viene spiegato come la strada sarebbe pericolosa per l’equilibrio geologico della zona, perché incrocerebbe almeno due volte la frana della Becca di Nona.
 
E poi si ritorna a valle. Alla fine la pioggia non c’è stata. Io mi riprometto di tornare presto, magari in settimana. In attesa della prossima Marcia.

 Guarda le altre foto della Terza Marcia a piedi a Comboé 

Inviato da mariobadino (Generale) :: Commenti (1) :: Permalink :: Trackback (0)
Questo articolo è stato letto 346 volte

III marcia per Comboé: altri 1000 euro raccolti per il ricorso al Tar

 Cresce l’attenzione e l’indignazione per il progetto di strada nel vallone di Comboé. Lo testimoniano gli ulteriori 1000 euro raccolti per sostenere il ricorso al Tar di Legambiente e i duecento partecipanti alla III Marcia a piedi a Comboé che domenica mattina, nonostante le problematiche previsioni meteorologiche,  hanno raggiunto i 2100 metri dell’alpeggio.

 “Basta guardare, – ha detto la Presidente di Legambiente Valle d’Aosta Maria Pia Simonetti – per capire che il sentiero, bordato di anemoni, genziane e viole profumatissime, il silenzio del bosco, i panorami incantevoli dal Ruitor al Rosa passando per il Gran Combin e il Cervino sono il vero atout di questo sito e anche della sopravvivenza dell'alpeggio. Giunti al Plan Fenetre un geologo ha spiegato ai gitanti l’unicità del sito anche sul piano dell’interesse geologico (la Becca di Nona è, come il Cervino, “un pezzo d’Africa” rimasto attaccato al continente europeo).  Dal colle è ben visibile la frana della Becca , così come anche alcune colate detritiche (debris-flow) che, percorrendo il versante e intersecando il tracciato della strada,  costituiscono una delle maggiori controindicazioni alla costruzione della stessa, poiché possono attivarsi, in modo improvviso quanto devastante, in occasioni di forti temporali.  Altri esperti hanno poi raccontato, lungo il percorso, la storia del vallone e delle zone attraversate dal sentiero.

 Comboé, una delle ormai poche valli valdostane non segnata da strade o impianti di risalita, ha infine accolto i gitanti con una festosa polentata.  Don Perruquet, che ha detto Messa in quella straordinaria chiesa all’aperto, ha dato a tutti appuntamento al prossimo anno. Sempre a piedi, naturalmente.


Nella foto Maria Pia Simonetti, Presidente di Legambiente Valle d'Aosta.

Inviato da mariobadino (Generale) :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (0)
Questo articolo è stato letto 202 volte