Martedì, Maggio 22, 2007
Presentazione del vallone di Comboé e della nostra battaglia
Questo articolo vuole presentare il vallone di Comboé, minacciato dal progetto di costruzione di una strada che dovrebbe raggiungere un alpeggio.
Negli ultimi tempi si parla molto di grandi opere altamente impattanti, spacciate per necessarie con la scusa dell’interesse collettivo.
Qui si parla di un’opera piccola, di poco o nessun interesse per la collettività, ma sufficiente a deturpare per sempre un angolo di montagna ricco di flora, di fauna e di storia, rimasto finora miracolosamente incontaminato.
Nella parte estesa di questo post, qualche informazione sul Vallone di Comboé, sul progetto e sulle alternative possibili.
Ubicazione
Il vallone di Comboé è situato nel comune di Charvensod ai piedi della Becca di Nona e del Mont Émilius, le due montagne che sovrastano la piana di Aosta. Questa zona è caratterizzata da uno sviluppo verticale veramente imponente se si pensa che in soli sette chilometri in linea d’aria si passa dai 585 m di Aosta ai 3559 m del Monte Émilius. Il vallone, che prende il nome dall’omonimo torrente che lo percorre per tutta la sua lunghezza per poi confluire nella Dora Baltea, è un gioiello che, grazie a punti di accesso particolarmente critici, è rimasto miracolosamente intatto malgrado una politica regionale che ha dato un impulso notevole ai collegamenti stradali tra i fondovalle e i vari alpeggi disseminati in quota.
Presenza umana
L’unica attività economica nel vallone di Comboé è oggi come in passato quella agro-pastorale che si svolge in un unico alpeggio ancora funzionante che nei mesi estivi ospita un centinaio di capi bovini. Il Comboé è però anche un luogo di riposo e di svago per gruppi di giovani che sono ospitati nella vecchia casa di proprietà del capitolo della Parrocchia di Sant’Orso. Il vallone accoglie, poi, numerosissimi escursionisti che nei mesi estivi trovano qui, dopo una facile passeggiata, il contatto con una straordinaria natura alpina ancora sostanzialmente integra. Per finire dal Comboé transitano (e si riposano) gli alpinisti ed escursionisti che si recano alla Becca di Nona o all’Émilius, passando per il lago di Arbolle.
Aspetti naturalistici
Il Vallone del Comboé, benché situato a poca distanza dal capoluogo regionale della Valle d’Aosta, presenta una flora e una fauna così ricche da giustificare sicuramente una sua speciale tutela. A più riprese, infatti, si è parlato di istituire in questa zona un parco regionale. Il progetto, purtroppo, non è mai stato concretizzato, ma dal 29 dicembre 2006 il vallone di Comboé è stato dichiarato Zona di Protezione Speciale (ZPS) con delibera della giunta regionale. Una visita di Comboé nel periodo primaverile è un’esperienza indimenticabile per la stupefacente varietà di colori e forme dei fiori alpini che qui prosperano rigogliosissimi. Rododendri, genziane, orchidee, gerani selvatici, violette, crochi, anemoni (ma sarebbe impossibile citarli tutti) colorano il vallone di mille sfumature variopinte. Piante altrove rare e localizzate quali l’aquilegia alpina e la clematide alpina qui si rinvengono abbondanti. Una torbiera è situata proprio sopra il gradino di confluenza del Vallone, mentre alcune anse del torrente e soprattutto alcuni laghetti che si trovano a poca distanza da esso rappresentano dei siti importanti per la riproduzione della rana di montagna (rana temporaria), specie in diminuzione sull’arco alpino e per questo protetta anche a livello regionale. Abbondanti gli uccelli, sia quelli stanziali (quali la pernice bianca, il gallo forcello e l’aquila reale), sia di passo, mentre sui prati dell’alpeggio, nei boschi e sui pendii circostanti non è difficile imbattersi nella marmotta, nella lepre variabile, nello scoiattolo, nell’ermellino, nel capriolo, nello stambecco e nel camoscio.
La minaccia
In questo ambiente ancora così incontaminato, il comune di Charvensod ha progettato la realizzazione di una strada poderale che, partendo dall’alpeggio di Ponteille, dovrebbe inerpicarsi lungo un ripidissimo versante per raggiungere i prati sul fondo del vallone. Vi sono numerosi motivi per ritenere che qualora la strada venisse realmente realizzata le conseguenze ambientali sarebbero molto gravi. Il progetto presentato prevede, infatti la realizzazione di una strada di quasi 2,5 chilometri di lunghezza, con inevitabili massicci sbancamenti, muri e tornanti, in un territorio geologicamente molto fragile e instabile, lungo un tracciato molto stretto delimitato da una lato dalle splendide cascate del torrente Comboé e dall’altro dalla frana della Becca di Nona. Proprio relativamente alla presenza di una grande massa instabile, si deve notare come l’inevitabile diminuzione della copertura boschiva rischi di innescare processi di spostamento di materiali a valle di entità e conseguenze difficilmente prevedibili e potenzialmente molto gravi. Non va dimenticato, infatti, che proprio una frana staccatasi da questa zona è stata corresponsabile dello sbarramento e del conseguente ingrossamento del torrente Comboé che, durante l’alluvione del 15 ottobre 2000, provocò la morte di sette persone nel sottostante comune di Pollein.
L’opposizione al progetto e le alternative alla strada
Per opporsi alla costruzione della strada e per spingere la pubblica amministrazione a studiare soluzioni alternative che permettano di coniugare la legittima necessità di facilitare il raggiungimento dell’alpeggio con la salvaguardia di un patrimonio ambientale così prezioso abbiamo costituito il Comitato Amici del Vallone di Comboé. Tale Comitato, in accordo con Legambiente Valle d’Aosta e con tantissimi cittadini che hanno a cuore la salvaguardia di questo meraviglioso patrimonio naturale (più di 1600 persone hanno firmato una petizione in tal senso), ha a più riprese indicato nella costruzione di una monorotaia una soluzione a impatto ambientale molto contenuto per il trasporto di materiali, soluzione che permetterebbe di alleviare considerevolmente i disagi per i lavoratori dell’alpeggio garantendo al contempo la salvaguardia ambientale del sito, come ampiamente dimostrato dalle monorotaie già in funzione sia in Valle d’Aosta che in altri luoghi sottoposti a strettissimi vincoli di protezione ambientale (vedi Le Cinque Terre). Purtroppo tale alternativa, notoriamente a bassissimo impatto ambientale e a costi molto più contenuti della realizzazione di una strada, non è mai stata presa seriamente in considerazione dall’ente pubblico.
Guarda le foto del Vallone di Comboé
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complimenti, bel lavoro.
immagino che gli articoli mancanti nella rassegna stampa siano già stati raccolti da Francesco, ma se serve una mano a rintracciarli, lo farò volentieri.
Mi permetto di rispondere al posto di Francesco. Gli articoli della rassegna stampa li abbiamo, ma stiamo tardando un po' nel caricarli... Saranno comunque inseriti quanto prima. Grazie comunque per la disponibilità, ciao
Comboè e iniziative
Bravissimi. Ho già partecipato alle escursioni precedenti.
Prenoto per due persone: Loredana Faletti e Alberto Ragni. Tel. 0165.235069 (casa, con con segreteria telefonica), 334.7792681. e-mail: loredanaf@interfree.it
Saluti.
MARCIA A COMBOE
Prenoto x 4 ( di cui due bambini, uno inferiore a otto anni).








