Mercoledì, Maggio 21, 2008
Elezioni regionali Valle d'Aosta 25 maggio/8 giugno 2008
Come ognun sa, noi Amici del Vallone di Comboé siamo cittadini uniti da un obiettivo comune, la difesa di un angolo di montagna ancora incontaminato. Per questa ragione (lo ribadiamo) siamo assolutamente apartitici.
Tuttavia, le elezioni regionali incipienti ci riguardano da vicino, perché (vedi mai) qualche relazione tra chi governa e i progetti che saranno portati avanti potrebbe pure esserci.
E allora abbiamo deciso non di dare vere e proprie indicazioni di voto, ma di limitarci a segnalare chi ha detto cosa (fra i candidati dei vari partiti) riguardo a Comboé e in generale alle strade poderali che, a proposito, in Valle d’Aosta raggiungono i 2 mila 200 chilometri di lunghezza, più o meno come da Aosta a Istanbul, oppure a Lisbona, ma senza uscire dai confini della Valle, la regione più piccola d’Italia.
L’ordine che seguiremo sarà imparziale, vale a dire quello in cui i partiti figurano sulla scheda elettorale. La lista dei nominativi non pretende di essere esaustiva, perché non siamo così pettegoli da sapere tutto di tutti.
Buona lettura e votate con prudenza.
Popolo della Libertà:

Buoni: Andrea Paron, firmatario della petizione in difesa di Comboé e quindi, d’ufficio, amico del Vallone. Di lui ricordiamo la dichiarazione: «Le motivazioni addotte da chi intende costruire la strada ci sembrano fuori luogo, come fuori luogo ci sembra la necessità di costruire una rotabile al solo scopo di raggiungere un alpeggio, tra l'altro di proprietà del comune di Charvensod». «Buon senso e coerenza politica vorrebbe che il progetto sia da subito abbandonato, in ragione sia degli aspetti tecnici, che ci dicono come sia difficile costruire nelle condizioni geologiche del vallone, sia degli aspetti ambientali e culturali, perché amare la Valle d'Aosta significa tutelare l'ambiente, soprattutto laddove la mano dell'uomo non sembra così necessaria». (ANSA Valle d'Aosta 31/07/2006)
Cattivi: Enrico Tibaldi che ha dichiarato, in Consiglio regionale: «Ho avuto occasione di fare una classica gita domenicale e di rendermi conto della bellezza della zona. Credo che non sia affatto l'occhio del turista domenicale a dover condizionare la tutela, da un lato, e lo sviluppo, dall'altro, di una zona. Il Comboé, oltre ad essere un ambiente alpino di particolare pregio, è anche un ambiente alpino che viene utilizzato per delle attività agro-pastorali, quindi gli alpeggi circostanti meritano di essere mantenuti. Più volte in quest'aula è stata sottolineata l'importanza del binomio tra l'opera dell'agricoltore, da un lato, e la salvaguardia del territorio, dall'altro; più volte sono stati definiti l'allevatore e l'agricoltore come "i giardinieri della montagna". […] Questo è un binomio che condivido appieno, perché non è necessario vestire la stessa casacca per sposare una tesi che mi sembra naturale e facilmente condivisibile. Alla tutela del territorio fa da contraltare lo sviluppo economico, strutturale ed infrastrutturale di una zona […] Se vogliamo tutelare però il nostro territorio, non possiamo impedire all'uomo di farlo e, per permettere all'uomo di farlo, il concedere la realizzazione di una strada trattorabile o, meglio, l'allargamento di un sentiero per arrivare fino al vallone del Comboé, non credo sia un delitto ambientale, inteso in senso lato. Se vogliamo permettere che questa zona sia effettivamente tutelata, abitata, che lì si persegua anche l'attività dell'allevamento del bestiame, se vogliamo evitare che succedano fatti deprecabili come la morte di una persona, perché i mezzi di soccorso non riescono ad arrivare celermente per portare le soluzioni medicali necessarie, credo che dobbiamo fare un salto in avanti proprio da un punto di vista culturale [...] Favorire lo sviluppo, non lo sviluppo inteso in senso deteriore del termine, ma semplicemente lo sviluppo di un sentiero che diventa percorribile anche ad un mezzo di piccola entità non è un qualcosa di anacronistico e di fuori dal mondo, ma anzi un qualcosa in linea con i tempi per permettere di portare degli ausili alle persone che lì abitano per una parte dell'anno e che lì svolgono un'attività quotidiana, un'attività che non è quella occasionale del turista domenicale […] La mia famiglia è proprietaria di alpeggi nella zona di Valtournenche, alpeggi che sono situati in un sito naturalistico altrettanto bello e questa zona è stata interessata dall'attraversamento di una strada trattorabile, che è stata la benvenuta, perché ha permesso il recupero di baite che altrimenti sarebbero state destinate al diroccamento irreversibile, ma che, una volta ricostruite, hanno permesso ai gestori degli alpeggi di portare il bestiame in quota e di ricoverarlo in stalle che hanno quel minimo di strutturazione necessaria a un allevamento corretto dei bovini […] l'elicottero non vi piace, più volte avete fatto interpellanze contro l'elicottero, penso che, se si va avanti di questo passo, con una filosofia rigoristica di tale livello, anche agli aquiloni verrà impedito di volare perché disturbano gli uccelli… penso che si debba coniugare, oltre al sentimento, anche il buon senso e la ragione». (28/7/2005)
Stella Alpina-UDC:

Buoni: oggi nessuno, un tempo Francesco Salzone, che nel 2005 presentò, assieme al collega consigliere Curtaz (vedi) la prima interpellanza sulla tutela dell’integrità dei siti di particolare interesse naturalistico, nella quale citava espressamente Comboé: «Il mio interessamento a questo problema deriva in modo particolare da ricordi dell'adolescenza, quando andavo a Comboé con i miei compagni, ricordi che mi legano a un aspetto della montagna integra […] Il messaggio trasversale è quello di dirci: manteniamo integra la montagna il più possibile». (20/4/2005)

Cattivi: Dario Comé (ex sindaco di Charvensod). Ha dichiarato: «Vorrei ricordare a tale proposito che i gestori e il personale che soggiornano per 70 giorni a Comboé devono ad oggi sperare di non avere necessità di interventi urgenti di pronto soccorso nelle ore notturne o in giornate piovose con nebbia, perché in queste condizioni, non essendoci la possibilità di utilizzare l'elicottero, diventerebbe necessario il quadrupede con i suoi tempi di trasporto. Collega Squarzino, ti vorrei solo ricordare che 17 anni fa in quel di Comboé è morto il gestore per infarto; […] Crediamo che la petizione sia uno strumento importante e fondamentale per la vita democratica di un paese, ma con serenità e serietà riteniamo che tale strumento debba essere messo in campo da chiunque, mantenendo però correttezza e oggettività delle cose; pare cogliere invece in questa vicenda che siano stati messi in atto… forse per qualcuno per eccessivo entusiasmo… qualche battuta sopra e oltre le righe». (28/7/2005)
Fédération Autonomiste:
Buoni: nessuno.
Cattivi: il programma. In un comizio a Charvensod, l’avvocato Claudio Dalle ha dichiarato che Fédération è il partito del sì, in contrapposizione ai movimenti del no: sì alla strada, sì al termovalorizzatore, sì al nucleare. Scorrendo il programma abbiamo notato un solo no, quello all’immigrazione.
Union Valdôtaine:
Buono: chi non li vota!
Cattivi: Tutti, ma in particolare, gli assessori Cerise e Isabellon.

Alberto Cerise (territorio, ambiente, opere pubbliche) ha detto: «Stiamo a discutere su 961 metri di pista, di allargamento di un sentiero, non vi è una flora particolare che viene interessata dalle infrastrutture, né viene ipotizzato che la realizzazione di questa infrastruttura pregiudichi l'assetto idrogeologico - semmai lo stabilizza - o ancora che tale struttura deturpi il paesaggio; anche questo non risulta da nessuna parte, anzitutto non si prevedono neppure delle opere murarie. Diventa però pericoloso quando si dicono alcune cose, perché ho la sensazione che chi le afferma a Comboé non sia mai andato, perché, quando mi si parla di fare la monorotaia sul versante sinistro orografico del torrente Comboé, è come se ci si preparasse tutti gli anni in primavera non a sgomberare la neve, ma a tirare via la monorotaia che è diventata un "cavatappi", perché lì sì che cade la valanga! Quando si propugnano certe opere, allora bisogna anche capire dove si fanno, perché al di là dell'impatto di tipo ambientale… che poi impiantare una monorotaia lì da un punto di vista ambientale è ancora più distruttivo che far allargare un sentiero per tutta una serie di motivi!» (28/7/2005) Questa dichiarazione merita una chiosa: chiunque sia salito a Comboé dalla cascata di Ponteille, sa bene chi ha ragione.
Giuseppe Isabellon (detto Pino – agricoltura, risorse naturali), che ha dimostrato con costanza che per lui il mantenimento della montagna passa sempre e soltanto per la costruzione delle strade, senza mai cercare alternative.
Vda vive – Renouveau:


Buoni: Alberto Bertin, amico di Comboé, promotore della prima raccolta firme, firmatario delle osservazioni alla Valutazione d’Impatto Ambientale, nonché sottoscrittore del ricorso al Tar.
Iris Morandi, firmataria della petizione in difesa di Comboé.
Cattivi (forse, giudicate voi!): Roberto Louvin. Parte, in realtà, molto bene, firmando la petizione e dichiarandosi quindi amico di Comboé; l'impressione è che l'entusiasmo iniziale si sia un po' perso per strada: non sembra che, nei fatti, la sua posizione si sia concretizzata... Le malelingue sostengono a causa del fratello, co-progettista dei lavori nel vallone di San Grato…
Arcobaleno:


Buoni: il programma e i tanti amici di Comboé, che hanno firmato la petizione, partecipato alle Marce e sottoscritto il ricorso al Tar. In particolare (e non ce ne vogliano gli altri) ricordiamo Carlo Curtaz, Paolo Fedi, Alexandre Glarey e Ugo Venturella, tutti firmatari in prima persona delle osservazioni al VIA, della petizione e sottoscrittori del ricorso.
Ha detto Carlo Curtaz: «Può darsi che ogni tanto vada bene costruire una strada, ma non crediamo che costruire una strada sia sempre la soluzione, è questo il punto, dobbiamo cercare delle alternative […] È vero quello che l'Assessore dice, che abbiamo bisogno di una politica economica integrata, in cui vi è il giusto ruolo per il turismo, per l'agricoltura, per l'industria, ma non possiamo pretendere che in tutti i luoghi del nostro territorio vi sia tutto. Dobbiamo trovare dei siti del nostro territorio regionale dove svolgere l'industria, dei siti dove si può fare l'agricoltura di un certo tipo, degli altri siti in cui ci deve essere una positiva commistione fra agricoltura di montagna e un certo tipo di sviluppo turistico. Non possiamo più farlo a Courmayeur o a Cervinia, possiamo farlo a Comboé tale discorso; è per questo che ci permettiamo di fare questa riflessione». (20/4/2005)
E ancora: «Io trovo che, dal punto di vista affettivo, stride il dover constatare come un luogo come quello di Comboé, ricco dal punto di vista naturalistico, storico, alpinistico e culturale, sia avviato a modificare le sue abitudini, a modificare il suo paesaggio […] Sono stati fatti tutti gli sforzi possibili per trovare soluzioni alternative? La risposta è "no" e questo emerge anche dagli atti che l'Assessorato ha trasmesso al Consiglio […] per esempio, non è mai stata presa in considerazione la possibilità di utilizzare un mezzo di trasporto più agile e meno impattante che è la cosiddetta "monorotaia" […] costa meno, ha teoricamente meno costi di manutenzione e soprattutto è meno impattante, in particolare se fosse stato individuato quello che, a mio giudizio, era il percorso migliore: quello sempre nel vallone, ma alla sinistra orografica del torrente Comboé. Ma questa soluzione alternativa non è mai stata esplorata in nessun momento dell'iter progettuale. […] mi rifiuto di credere che nel 2005 l'unica soluzione a un problema di trasporto rurale sia quella di fare la strada! […] dobbiamo tener conto di una valutazione di carattere economico-geografico, cui ha fatto riferimento uno dei promotori della petizione, cioè il valore di esistenza di un bene, che è un valore quantificabile economicamente. Vi sono dei beni che, in quanto esistono ed esistono in un certo modo, hanno un valore, che va conservato non solo per noi, ma per le future generazioni. Se trascuriamo queste cose e pensiamo che l'unica soluzione sia sempre quella di fare una strada, perché vi è questo mettere in primo piano il lavoratore che lavora in montagna, il quale ha tutta la solidarietà della comunità perché fa un lavoro molto duro… però vivaddio non è più un lavoro mal retribuito, non è più un lavoro a cui non si possa dare anche altre risposte». (28/7/2005)
E infine: «Vorrei ricordare l'enfasi con cui è stata presentata fin dall'inizio […] quest'opera, come il progetto più bello e completo che si potesse immaginare; quando poi ci si è messi a ragionare sulla sua realizzazione si è capito che non era realizzabile! […] A mio giudizio, se dobbiamo spendere dei soldi per un'altra progettazione, spendiamone qualcuno in più, ma cerchiamo di vedere se non sia possibile con una monorotaia raggiungere dal basso, eventualmente lungo le sponde del torrente Comboé, l'alpeggio. In sostanza, una soluzione che faccia lo stesso tragitto che farebbe la pista trattorabile, ma in maniera più diretta e partendo dal fondovalle… a me sembra che questa sia l'occasione! Se invece vogliamo continuare nella via intrapresa, credo che fareste un altro errore e, da parte nostra, ci batteremo in ogni sede affinché ci sia una ulteriore riflessione su questo punto e non si dia per scontata una cosa che abbiamo contestato in questa sede: che l'unico modo, nel 2005, per raggiungere un luogo in montagna sia quello di costruire una strada! Io mi rifiuto di credere che sia l'unico modo possibile; purtroppo, per la politica valdostana, sembra non ci siano mai alternative!» (20/12/2005)

Ugo Venturella ha dichiarato: «Vi è un certo fervore ideale in cui si fronteggiano due modi diversi di concepire l'agricoltura di montagna, tutti e due degni di attenzione, sia l'uno che l'altro. Non abbiamo mai detto che quello che propone il Comune di Charvensod sia disdicevole, abbiamo solo detto che vi sono dei problemi di carattere ambientale e gestionale […] inventandosi appunto itinerari fantasiosi si inventano il fatto che il costo di costruzione della monorotaia è 4 volte quello della strada poderale, che è un'altra falsità, dimostrata, perché abbiamo portato in Commissione valutazione di impatto ambientale gli stessi preventivi della ditte svizzere che costruiscono le monorotaie, abbiamo portato delle foto di cantieri "in itinere", e mi dispiace che lei non ne sia a conoscenza, ma la monorotaia si costruisce senza bisogno di una pista di servizio, come i relatori scrivono, perché si costruisce man mano che si va avanti, in quanto il carrello serve per portare il materiale che è al massimo lungo 6 metri, perché i binari della monorotaia sono al massimo lunghi 6 metri». (24/1/2007)
Cattivi: nessuno.
Partito Democratico:

Buoni: Giovanna Zanchi, amica di Comboé, firmataria della petizione e delle osservazioni al Via, marciatrice indomita per Comboé e sottoscrittrice del ricorso. ha detto: «Non è nostro obiettivo e non ci dà gusto “schierarci contro” a tutti i costi. Se lo facciamo è perché, a volte, ci piacerebbe che le questioni fossero approfondite maggiormente, per tentare di trovare le migliori soluzioni possibili, che rispettino l’ambiente e che rispondano a una progettazione più globale e più armonica […] Noi non siamo contro il progetto, né tanto meno contro il progettista, né contro il piano di recupero dell’egli alpeggi, né contro gli allevatori che si occuperanno della conduzione dello stesso, noi vorremmo solo esser certi che quella soluzione sia effettivamente la meno impattante per un angolo di paradiso del nostro territorio al quale siamo particolarmente affezionati: ci preme verificare tutte le alternative prima dell’inizio dei lavori». (Lo Moutseillon, marzo 2005)
Cattivi: Emanuela Vassoney, ex sindaco di Issime, promotrice incallita dei lavori nel vallone di San Grato e, in quanto tale, nemica onoraria di Comboé.
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Comboè ecc.
Ho partecipato con entusiasmo a tutte le marce al Comboè. Quest'anno non ci sarò per la concomitanza delle mie vacanze estive, anticipate al mese di giugno... Ma vi penserò dalle montagne dell'Alto Adige, dove un'amministrazione molto lungimirante ha sviluppato un turismo escursionistico "dolce", esteso dalla primavera all'autunno, molto ben organizzato e con un ottimo rapporto qualità prezzo. Se lo confronto con la nostra regione, il risultato è decisamente a nostro svantaggio. E' questa una considerazione che si aggiunge a tante altre in un momento in cui ciascun elettore deve fare un bilancio su quanto è stato fatto e su ciò che di meglio invece si potrebbe ottenere, magari cambiando colore all'amministrazione politica.
Un'ultima notazione: sul mio desk top campeggia da anni un bel fiore di aquilegia spontaneo, fotografato da un amico proprio nel vallone di Comboè!
Chissà che il numero (alto) di letture di questo articolo non significhi un interesse per il vallone (e più in generale per il modo in cui in Valle d'Aosta si amministra la cosa pubblica) maggiore di quello che l'esito delle ultime elezioni regionali lascerebbe immaginare... Ricordo a tutt* che l'Arcobaleno era stato il più determinato nell'esprimersi contro la strada di Comboé, come (anche se mi diranno che non c'entra molto) contro l'inceneritore di Brissogne. Così l'Arcobaleno è stato etichettato come il partito del "NO". E oggi va di moda il partito del "SI'". Però non è detto che i cittadini siano tutti per il "SI'", indipendentemente da ciò che hanno votato. E' sempre più il momento di agire, di fare presente, dal basso, che certe cose ci stanno bene e altre no. E di proporre le alternative. Come ad esempio, per Comboé, la monorotaia. Non ci sono partiti del NO, ci sono solo partiti del SI FA COSI' e se non sei d'accordo, chi se ne frega. 22 giugno, IV Marcia a piedi a Comboé.
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